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sabato 5 marzo 2011

.SERIE A: MILAN, BASTA GATTUSO (I rossoneri battono 1-0 la Juventus)


Un gol di Rino Gattuso al 23' del secondo tempo dà la vittoria al Milan contro la Juventus nell'anticipo del sabato della 28.ma giornata di serie A. Gara vivace e con i rossoneri vicini al gol in un paio di occasioni. Con questo risultato il Milan vola a quota 61 in classifica. Per i bianconeri, fermi a 41, si tratta della terza sconfitta consecutiva (le ultime due in casa). Delneri ora rischia seriamente il posto.

Non è solo un classico Juve-Milan. Quest’anno è di più. Perché la Juve si gioca tutto e soprattutto la faccia, mentre il Milan una buona parte della stagione. Specialmente adesso che l’Inter pressa. E all’Olimpico di Torino i nervi sono tesi, ma non è certo la tattica a prevalere subito. C’è soprattutto la voglia di rompere l’equilibrio. Ibra fa subito capire che la serata da comparsa non è gradita e già al secondo minuto ci mette la testa su cross millimetrico di Flamini. I bianconeri non restano mica a guardare e per due volte Felipe Melo cerca di lesinare la difesa avversaria.

È, però, il Milan che fa paura a Buffon e l’occasione clamorosa è di Cassano che inventa il numero ma al momento di tirare sbaglia lo specchio della porta. Non ci sono pause nel match. Krasic è il “solito” tritazolle. Splendida la sua cavalcata che si conclude con un nulla di fatto dopo l’apertura per Matri.
Dopo la mezz’ora comincia a sentirsi la stanchezza. Si gioca soprattutto al centro del campo mentre le punte faticano a trovare gli spazi giusti. Ci pensa Boateng a scuotere tutti dal torpore; il suo inserimento, su lancio millimetrico di Thiago Silvia, non sfocia nemmeno in un tiro verso Buffon. A un minuto dalla fine della prima frazione, Melo mette il turbo alla sua azione e costringe Van Bommel al fallo da ammonizione. Il gioco del centrocampo bianconero è però sterile. Non si riesce a dare palloni giocabili alle punte. Dalla sua la Juve ha, tuttavia, tanta determinazione. I rossoneri, invece, si sono distinti per due importanti occasioni da rete non concretizzate. Anche se sia Cassano sia Ibrahimovic fanno poco rispetto alle loro enormi potenzialità.
Il riassunto del primo tempo è questo: i bianconeri studiano e si applicano anche se con scarsi risultati, mentre i rossoneri sono “intelligenti” ma non studiano.

La ripresa sul campo vede Robinho per un claudicante Boateng (il contatto con Melo nel primo tempo ha lasciato i segni), mentre sugli spalti quelli che molti chiamo erroneamente tifosi lanciano petardi, dando dimostrazione ancora una volta di estrema stupidità.

Tornado alle “cose del calcio”, al 5’ altra occasione per passare in vantaggio per i rossoneri: Flamini non ci crede e colpisce debolissimo a un passo da Buffon. Tre minuti più tardi, invece, è un siluro di Ibra a scaldare i guantoni del numero uno bianconero.
Le squadre di allungano e si vede grandi e pericolose sgroppate sulle fasce. La Juve, pur leggermente confusionaria nella manovra, ci prova col cuore e con i cambi: entra Iaquinta al posto di Toni.
Ma è nel momento migliore dei bianconeri che il Milan passa in vantaggio. Altra amnesia della difesa e Gattuso si improvvisa attaccante infilando un colpevole Buffon di sinistro (non il suo piede). La rete del vantaggio rossonero fa piombare i bianconeri nella depressione più scura. Le idee, già abbastanza confuse scompaiono in un lampo. Anche la vigorìa atletica cessa di botto.
Delneri non rischia e mette in campo Del Piero al posto di Matri. Lo stadio tuona contro il tecnico inneggiando a Moggi e Lippi. Il Milan vuole il 2-0 ma lo cerca con troppa calma. Fischia tre volte Rizzoli e la classifica è impoetosa: tra le due squadra ci sono 20 punti di distanza.

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