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lunedì 10 gennaio 2011

REWEEKEND, il meglio e il peggio della 19ª giornata di Serie A: Cavani è da OSCAR, Juan da HORROR! Del Neri nel CAOS

'Er Mejo' – Edinson Cavani
Tripletta (di testa, non certo la sua specialità) alla Juventus, giusto qualche giorno dopo l’accusa di essere scomparso dal campo durante la partitissima contro l’Inter: pare che l’uruguagio abbia contattato Beppe Grillo per organizzare il proprio V Day all’indirizzo dei critici. E temo che il primo della lista saró io!

'Era mejo se stavo a casa' – Juan
La partita della Roma contro la Samp si puó dividiere in avanti Juan e dopo Juan: quando Mexes gli lascia il posto, la Roma é in vantaggio e controlla tranquillamente i rari attacchi doriani. Al triplice fischio invece la Samp ha vinto due a uno grazie a due magie del brasiliano: quando si dice il subentrante abile nel farsi trovar pronto alla chiamata del mister!

'Fischietto d’oro' – Paolo Valeri
Il direttore della gara tra Milan e Udinese si prende il merito per una prestazione ineccepibile, i veri protagonisti peró restano i due guardalinee che azzeccano tutte le decisioni. Visto il tasso di velocità in campo (Pato, Robinho, Di Natale e Sanchez su tutti) meritano un premio supplementare: in caso di ulteriori partite con i già citati protagonisti in campo, potranno usufruire di una biciletta elettrica lungo la linea laterale.

'C’é un oculista in sala?' – Renzo Candussio
Un nome nuovo nella griglia dei soliti noti, gli basteranno un paio di altre prestazioni come quella sfoderata oggi al Tardini per farsi definitivamente depennare dalle liste di serie A. Nega tre rigori solari, due dei quali assolutamente identici al Cagliari: per due volte Matri viene steso a due passi dalla porta, ma niente rigore. Grande coerenza, per sottolinearlo ignora anche il fallo di Canini su Palladino nel finale.

'Mister Panchina' – Luigi De Canio
Era ad un passo dall’esonero, la sconfitta rimediata nel derby contro l’incertottatissimo Bari sembrava averlo condannato ed invece é andato a vincere a casa della Lazio, senza remore. Niente male come colpo di reni, ne avesse avuto uno cosí anche Muslera parleremmo di un’altra partita.

'Dietro la lavagna' – Luigi Del Neri
Dopo il poker incassato dal Parma, oggi l’allenatore della Juve mette in cascina altre tre reti al passivo, per un totale di sette incassate ed una all’attivo. Non esattamente quello che ci si aspettava quando lo stesso tecnico aveva definito le partite contro Parma e Napoli come quelle “della svolta”. Sospetto che la Juventus abbia svoltato verso la mediocrità esattamente come gli automobilisti privati di GPS imboccano la via sbagliata quando arrivano ad un bivio.

'Mani di fata' – Samir Handanovic
La parata sulla sassata di Robinho merita una citazione, ancora una volta lo sloveno si dimostra eccellente per riflessi e senso della posizione. Nonostante i quattro goal sul groppone é uno dei migliori in campo, e ci si mettono pure i suoi difensori a complicargli la vita. Vatti a fidare degli amici!

'Amisci, che golazo' – Alessandro Diamanti
Un gol da posizione impossibile, un sinistro che s’insacca alle spalle di Boruc ed illude il Brescia. Già provare una conclusione del genere merita un plauso per il coraggio (o incoscienza, dipende dai punti di vista), visto poi il risultato merita un’autentica standing ovation.

'Vai col liscio' – Stefano Okaka
Da salvatore della patria a capro espiatorio, com’é dura la vita del bomber! Per informazioni chiedere all’attaccante del Bari, che dopo aver deciso il derby contro il Lecce si divora un gol fatto contro il Bologna, mettendo cosí il proprio piccolo mattone nella costruzione dell’ennesima disfatta dei Galletti. C’est la vie, per sua fortuna domenica si gioca di nuovo e potrà cancellare tutto.

'Io l'avevo detto' – Luigi De Canio
“Con la Lazio cerchiamo l’impresa”, un concetto che i piú hanno interpretato come “se usciamo con solo un paio di goal al passivo va benissimo” e che invece significava “andiamo a Roma e proviamo a vincere”. Il suo Lecce vince davvero, e con pieno merito: una vittoria talmente improbabile da essere pagata quattordici milioni di volta la scommessa.

'Prima di parlare, pensa' – Pasquale Marino
“Contro il Cagliari come contro la Juventus, non voglio cali di concentrazione.”, questo aveva chiesto il tecnico ducale ai suoi giocatori, ancora ebbri dopo la mirabolante vittoria dell’Olimpico di Torino. I suoi giocatori hanno pazientemente aspettato un infortunio altrui e la superiorità numerica come a Torino: non essendo arrivati sono stati fatalmente sorpresi dagli isolani perché Marino non aveva preparato nessun piano tattico di riserva.

'Replay, please' – Mirko Vucinic
Uno schema disegnato appositamente per lui dal tecnico Ranieri, un intreccio tattico complicato che proveró a riassumere – non senza enormi difficoltà – in poche parole: prendi la palla e corri fino alla porta, poi fai gol. Vucinic ha realizzato senza fare storie, la difesa doriana ha messo a disposizione lo spazio.

'Te la do io l'esultanza' – Nicola Pozzi
Forse é una mia impressione, eppure tra il momento in cui il pallone gonfia la rete ed i compagni alzano le braccia al cielo e il momento in cui l’attaccante doriano si rende conto di aver segnato passano almeno cinque lunghissimi secondi: all’improvviso poi Pozzi si rianima e corre ad esultare come un folle. Secondo me qualcuno da casa ha messo in pausa il giocatore come si mettono in pausa alcuni programmi: dopo MySky é arrivato MyPozzi.

'Stanlio&Ollio' – Totti & Ranieri
I due protagonisti della celebre sit-com “Giallorossi” non smettono di mettere in onda nuove entusiasmanti puntate. Sarebbe bene se iniziassero a far attenzione perché il copione diventa stantio: anche oggi il campione stagionato che pretende di giocare viene messo in disparte dall’allentore, sbotta in sala stampa e viene poi elogiato a non finire dallo stesso tecnico. Non avete l’impressione di averla già sentita milioni di volte questa stagione?

'Premio Chicco' – Adem Lijajc
Un habituè di questo premio, il giovane fantasista regala alla Fiorentina tre punti che mai come oggi parevano irraggiungibili; al di là della buona prestazione, si é guadagnato il riconoscimento per avere scaraventato in porta un pallone che pesava tonnellate, la classica occasione che non si puó proprio sbagliare. A quell’età non é poco, chiedere a chi dopo 300 partite in A sparacchia ancora in tribuna.

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