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giovedì 2 dicembre 2010

I calciatori SCIOPERANO, ecco tutti i PERCHE'! Il futuro del campionato è un'INCOGNITA...

Sembrava uno scenario fantascientifico, è diventato quanto di più reale e concreto possa esistere: salvo clamorosi sviluppi nei prossimi giorni, il campionato di Serie A si fermerà nel weekend dell'11 e 12 dicembre a causa dello sciopero dei calciatori.

Rottura drastica e improvvisa giunta al termine di tre mesi di trattative serrate, tribolate e delicate tra Lega Calcio e Assocalciatori per il rinnovo del contratto collettivo scaduto lo scorso mese di giugno. Ma come si è arrivati ad un epilogo talmente clamoroso? Cerchiamo di scoprirlo step by step.

La Trattativa - La vicenda parte ufficialmente il 30 luglio, con il diktat dell'Alta Corte di Giustizia del CONI di rinnovare il contratto collettivo per i calciatori appena scaduto. Le divergenze tra Lega e AIC diventano subito evidenti, e portano ad una prima minaccia di sciopero: la serrata proclamata dai giocatori per il 25-26 settembre viene però scongiurata e si continua a trattare. La Federcalcio s'inserisce tra le due parti in qualità di mediatore, ruolo scomodo: Abete si ritrova alle prese con interlocutori irremovibili nelle loro convinzioni. L'ultimo mese è fatto di difficili mediazioni e vani tentativi di riconciliazione, il 30 novembre diventa il capolinea. L'AIC - che non rappresenta solo i "paperoni" della Serie A, come i diretti interessati hanno voluto chiarire a più riprese - abbandona il confronto con Federcalcio e Lega mentre Abete stava illustrando le proposte federali, lo strappo è ormai insanabile: si va verso lo sciopero.

Le Cause - Il nodo attorno al quale si è dipanata l'intera vicenda è rappresentato dal nuovo contratto collettivo. Lontane le posizioni di Lega e AIC, in alcuni casi a distanza siderale. Sono stati in particolare gli ultimi punti a rendere critica la situazione: da parte dei calciatori è arrivata la proposta di escluderli dalle trattative, Beretta non ne ha voluto sapere.

Ecco gli otto punti nel dettaglio con i punti di vista di Lega e AIC:

La posizione della LEGA La posizione dell'AIC
FLESSIBILITA' La Lega spinge per avere contratti flessibili, legati totalmente ai risultati (con tanto di riduzione dello stipendio in caso di retrocessione).
L'AIC è disposta ad accettare un contratto flessibile al massimo per il 50%.
PROFESSIONALITA' La Lega vede il calciatore esclusivamente come un calciatore, e in quanto tale non può svolgere altre attività. L'AIC vuole che venga riconosciuta ai calciatori la possibilità di svolgere altre attività nel tempo libero.
CONDOTTA La Lega pretende una condotta irreprensibile da parte del calciatore, dentro e fuori dal campo.
L'AIC sostiene che il calciatore sia libero di fare ciò che vuole al di fuori dell'ambito calcistico.
CURE
La Lega vuole che in caso di problemi fisici, le cure del calciatore siano affidate solo allo staff medico del suo club di appartenenza.
L'AIC spinge per dare al calciatore la possiblità di scegliere a chi affidare le proprie cure.
SANZIONI La Lega ritiene che multe e sanzioni debbano essere automatiche. L'AIC pretende che multe e sanzioni siano decise di volta in volta dal collegio arbitrale.
COLLEGIO La Lega vuole una riforma del collegio arbitrale con l'introduzione di un presidente esterno al mondo del calcio.
L'AIC chiede che il presidente sia scelto internamente con un sorteggio tra quelli proposti da Lega e AIC.
ALLENAMENTI La Lega dà la possibilità agli allenatori di suddividere la squadra in più gruppi in occasione degli allenamenti (rendendo così possibile l'esclusione dei fuori rosa) L'AIC ritiene che il gruppo debba essere uno solo, senza divisioni.
TRASFERIMENTI La Lega vuole obbligare i giocatori ad accettare offerte economicamente non svantaggiose di squadre di pari livello, pena la risoluzione del contratto con il pagamento di una multa salata da parte del calciatore. L'AIC intende preservare la libertà di scelta da parte dei calciatori.
I Precedenti - Non è la prima volta che si arriva ad uno sciopero. Uno solo il precedente nei 42 anni di storia dell'Assocalciatori: ci riferiamo al 17 marzo 1996, quando il campionato si fermò nel bel mezzo del caso Bosman. Sul tavolo, allora, anche altre tematiche contrattuali come fondo di garanzia, previdenza, morosità delle società e possibile cancellazione della C2.

Le Prospettive - E dopo lo sciopero? Ad oggi è difficile ipotizzare come verrà ricomposta una rottura di queste proporzioni, un braccio di ferro che - apparentemente - rischia di non giovare a nessuno. In primis ai tifosi, spettatori impotenti di un teatrino del tutto singolare. Non è da escludere che la protesta dei calciatori possa vivere nuove fasi altrettanto clamorose. Circola già l'ipotesi di assistere a giornate di campionato con in campo le squadre Primavera.

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