C'è un dato certo. A un campionato così equilibrato non assistevamo da anni. Giunti alla 15sima giornata d'andata, il Milan si ritrova al primo posto in graduatoria con un bottino di 33 punti, ragguardevole ma non iperbolico. La Lazio, che venerdì ha schiantato l'Inter insegue a tre lunghezze. Apparentemente, dai dati numerici in nostro possesso, non traspare alcun indizio peculiare. Se il campionato finisse oggi il Milan sarebbe campione d'Italia come non accade dalla stagione 2003-2004. I tifosi rossoneri sono autorizzati a fare i dovuti scongiuri ma gettando uno sguardo sulle statistiche, i precedenti risultano molto, molto confortanti.
TUTTE LE STRADE PORTANO AL MILAN CAMPIONE
Il Milan può permettersi di inchiodare alla panchina Ronaldinho. All'Inter, tra campo e panchina, schierano Natalino, Benedetti, Nwanko, Alibec e Obi. La differenza tra rossoneri e nerazzurri sta tutta qui. Il mercato rossonero, prelibata pietanza servita ai tifosi del 'Diavolo' e condita con primi piatti gustosi e contorni stuzzicanti, contro la mensa di Via Durini. L'Inter della scorsa stagione ha vinto tutto ma ancora una volta a parlare sono i numeri che nel calcio non soffrono di solitudine come nel romanzo di Paolo Giordano. Al 'triplete' fa compagnia il numero “0” nella casella “grandi acquisti”. Il Milan, invece, ha cercato di assecondare il Fair Play Finanziario ma, nel contempo, dando fondo a tutta la fantasia del vero numero 10 rossonero, il plenipotenziario Adriano Galliani che ha inventato un modo nuovo di fare mercato tra rate e prestiti a costo zero da assolvere a giugno. Così, il Milan si è assicurato la mina vagante Robinho, il genio di Ibrahimovic, lo strapotere fisico di Kevin Prince Boateng e la sicurezza Amelia tra i pali per una sana concorrenza con Abbiati. Una miscela niente male per puntare a obiettivi prestigiosi in Italia e, magari, in Europa. Si dice innesti mirati si legge scudetto. Ad oggi il Milan appare senza rivali in campionato: l'Inter è a -10 ed è falcidiata dagli infortuni, la Juve tiene il passo anche se è ancora lontana, il Napoli come afferma lo stesso tecnico Mazzarri deve ancora crescere, la Lazio s'aggrappa all'aquila Olimpia ma probabilmente non avrà ossigeno per sopportare l'aria rarefatta d'alta quota. Non rimane che fare compagnia ai numeri primi per scoprire come tutte le strade portano al Milan campione.
LA COMPAGNIA DEI NUMERI PRIMI
Stagione 2007-2008, l'Inter trionfa per la terza volta consecutiva nel campionato di serie A (nel 2005-2006 a tavolino). Alla 15sima giornata, i nerazzurri di Roberto Mancini avevano raccolto ben 37 punti (+4 rispetto al Milan attuale) e si trovavano in testa alla classifica. Nel 2008-2009, ancora Inter vittoriosa con Mourinho, ma i punti alla 15sima erano 36. Il trend in diminuzione, è continuato nella scorsa stagione: l'Inter si è aggiudicata il quinto scudetto in cinque anni ma i punti raccolti dalla compagine milanese sono stati 35 (-1 rispetto alla stagione precedente e -2 rispetto al campionato 2007-2008). Oggi al Milan bastano 33 punti per essere in testa alla serie A. Il livellamento verso il basso del campionato, trova, ancora una volta, conforto nei numeri:le piccole fanno più punti rispetto agli anni passati mentre le grandi stentano. Al Milan ne basteranno 80 o forse meno per riportare il tricolore in Via Turati. L'Inter dei “Carneade”, che magari domani saranno campioni ma oggi non sono in grado di reggere l'onda d'urto del torneo più ostico al mondo, avrà tempo e modo per rimpinguare la rosa nel mercato di gennaio ma il gap, nel frattempo, si farà sempre più incolmabile.
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lunedì 6 dicembre 2010
ECCO PERCHE' IL MILAN VINCERA' LO SCUDETTO
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