
Più forte dei tabù, più forte dei record, probabilmente e semplicemente il più forte di tutti, in questo momento, nel suo ruolo e non solo. La differenza in un derby siciliano bello e combattuto la fa l’inverosimile talento di Javier Matias Pastore. Il suo futuro è da big designato, il presente se lo godono giustamente i tifosi rosanero, con gli occhi lucidi per le giocate di un ragazzo che in campo sembra già un fuoriclasse fatto e finito: classe, visione di gioco, rapidità, essenzialità e formidabile potenza di tiro. Il "Flaco", magrezza impressionante, soprannome azzeccato, è un giocatore davvero formidabile. Da centrocampo in su, sa fare praticamente tutto.
Molti lo hanno paragonato a Zidane, qualcuno ha tirato in ballo Kakà, altri hanno scomodato grandi mostri sacri del passato come Platini e Francescoli. Vediamo cos'ha in comune - e cosa no - con questi mostri sacri del calcio..
Da promessa a fenomeno. Questo il passaggio naturale che ha visto protagonista Javier Pastore, dopo appena un anno dal suo arrivo in Italia. L’inizio dell’avventura nel nostro calcio tuttavia, non fu dei migliori, e questa fu una delle prime ragioni per cui fu spesso paragonato a Platini che, come l’argentino, incontrò più di una difficoltà nei primi mesi in Italia. Ad oggi però, il confronto con il francese appare decisamente meno azzardato: anche Pastore si sta infatti dimostrando giocatore universale, capace come "Le Roi" di qualsiasi giocata e dotato di una visione completa del calcio. L'argentino è un giocatore in grado di realizzare l'ultimo passaggio ma anche di finalizzare l'azione, tanto da rievocare le gesta di quel Platini capace di vincere tutto con la maglia della Juventus.
In Argentina non hanno dubbi: Pastore è l'erede naturale di Francescoli, attaccante uruguaiano ed ex conoscenza del calcio italiano per aver vestito anche le maglie di Cagliari e Torino. Attaccante o trequartista estremamente talentuoso che ha avuto uno stile di gioco elegante e creativo, dotato di una tecnica sopraffina, grande controllo di palla, ottima visione del gioco ed un innato senso del goal, Francescoli è considerato ancora oggi uno dei migliori talenti del calcio sudamericano degli anni ottanta e novanta. Come Pastore, dunque, per la capacità di svariare su tutto il campo con un'innata disinvoltura, ma non solo: Francescoli è il termine di paragone ideale per argomenti prettamente calcistici, ma anche e soprattutto per l'incredibile somiglianza fisica.
Dopo un ottimo avvio di campionato e una grande prestazione nel derby siciliano con il Catania, Javier Pastore è diventato il calciatore del momento, tanto da meritarsi il paragone anche con un celebre asso del recente passato: Zinedine Zidane. Sotto qualche aspetto, l'argentino può ricordare Zidane anche se rispetto al francese è dotato di maggiore velocità, ma forse non è ancora al pari dell'ex giocatore della Juve dal punto di vista tecnico. A differenza del calciatore francese inoltre, Pastore è più attaccante anche perché gioca in una posizione molto più avanzata riuscendo ad andare in rete con un'incredibile regolarità, a differenza di Zizou che era più rifinitore ed i goal, più che farne, li faceva fare. Estro e talento in comune dunque, ma con il tempo l'argentino può diventare anche più forte del francese, vista la sua capacità di ricoprire tutte le posizioni d'attacco, ma soprattutto perché la sua crescita non è ancora finita: prepariamoci dunque ad assistere ad altre meraviglie.
Il 21enne talento argentino ha più volte rivelato di voler raggiungere i livelli di Kakà, non rendendosi conto forse che è già davvero ad un passo dal brasiliano: Pastore infatti è esploso da poco e ha ancora tanta strada da fare, ma ha molte caratteristiche in comune con l'ex stella del Milan. I due infatti, sono probabilmente molto simili nel modo di inserirsi da dietro e nella propensione alla conclusione, entrambi molto eleganti nei movimenti e quando toccano il pallone, calciano bene sia di destro che di sinistro. Ottimi in fase di palleggio e dotati di una visione di gioco come pochi, il brasiliano è probabilmente meno propenso a fornire assist ai compagni. In questo aspetto 'El Flaco' sembra migliore, ma non solo: l'argentino si fa preferire anche nella confidenza con il goal che sta aumentando di settimana in settimana.
La crescita di Javier Pastore procede ad un ritmo spaventosamente rapido. Un anno fa era un grande talento ancora grezzo, oggi è già tra gli uomini più decisivi della nostra Serie A. Dove sarà arrivato tra dodici mesi? E' qui - e non solo in campo - che l'argentino dovrà essere bravo a dribblare gli ostacoli sul suo percorso. Di questo passo, a fine stagione, i grandi club d'Europa gli daranno la caccia con grande insistenza: fama, prestigio e ricchezza rappresentano tentazioni forti, fortissime per un ragazzo di 21 anni. Ma i tempi per il grande salto, forse, non sono ancora maturi. Un'ulteriore annata a Palermo - contesto ideale per lui, come lo stesso giocatore ha più volte dichiarato - rappresenta il miglior viatico per un futuro già scritto: quello da stella del calcio mondiale.
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lunedì 15 novembre 2010
Un po' Zidane, un po' Kakà: l'Italia, l'Europa e il Mondo s'inchinano ad Javier Pastore! El Flaco destinato ad essere IL MIGLIORE
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