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lunedì 22 novembre 2010

In casa Inter è già tempo di DOPO-BENITEZ: da Leonardo a Zenga, Moratti sfoglia la MARGHERITA

Sembrava uno scenario apocalittico, pessimistico all'ennesima potenza, estremo in tutte le sue sfumature. Eppure, oggi, ci ritroviamo a parlare di una situazione di imbarazzo reale. Quello dell'Inter e di Rafa Benitez, che oltre più ogni cupa aspettativa rischia di non arrivare ad assaggiare lo squisito panettone meneghino a pochi mesi dal suo insediamento sulla panchina nerazzurra. L'Inter è ancora pienamente in corsa sia in Serie A che in Champions, ma Moratti - nonostante le smentite di rito e gli ultimi slanci di pazienza - ha già mandato giù troppi bocconi amari da inizio stagione: tra risultati deludenti, infortuni a catena e cattivi presagi per il futuro, l'esonero di Rafa potrebbe diventare un fatto concreto nel giro di giorni, forse settimane.

La panchina dei campioni di tutto, insomma, rischia seriamente di restare vacante a breve. Tra suggestioni e ipotesi realistiche, sette i nomi tirati in ballo negli ultimi giorni per l'eventuale dopo-Benitez. Scopriamoli nel dettaglio...



Carlos Dunga
47 anni
Probabilità 10%
PRO
• Conosce il calcio italiano
• Ambientamento facile grazie alla colonia verdeoro
• Voglia di riscatto
CONTRO
• Nessun esperienza a livello di club
• Mondiale poco esaltante con il Brasile
• Poco appeal per i tifosi

Uno degli scapoli d'oro della scena internazionale. E' in cerca di rilancio dopo la fallimentare avventura in Sudafrica con il Brasile, esperienza cominciata con il piede giusto e finita bruscamente - e in maniera un po' inaspettata - ai quarti di finale contro l'Olanda. In nerazzurro ritroverebbe gente come Julio Cesar, Lucio e Maicon, inoltre conosce già il nostro paese dopo i sei anni trascorsi in Italia con le maglie di Pisa, Fiorentina e Pescara: l'ambientamento non sarebbe un problema. La sua Seleçao ha destato a lungo un'ottima impressione, nella marcia di avvicinamento al Mondiale, salvo poi sciogliersi nel momento clou. Segno che qualcosa di buono, nel manico, c'era. L'incognita è l'esperienza pressochè nulla a livello di club: per Moratti sarebbe una scommessa bella e buona in un momento delicato.
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Guus Hiddink
64 anni
Probabilità 5%
PRO
• Esperienza internazionale
• Curriculum importante
• Abilità da subentrante
CONTRO
• L'impegno con la Turchia
• Appartenenza alla 'Vecchia scuola'
• Scarsa conoscenza del calcio italiano

Uno dei santoni della panchina a livello europeo e mondiale, rappresenta per certi versi la soluzione più affidabile. Raramente, nella sua carriera, ha fallito gli obiettivi prefissati. Attualmente siede sulla panchina della Turchia, nuova tappa del suo giro del mondo dopo il mezzo flop con la Russia. Difficile pensare ad un allenatore part-time sulla panchina dell'Inter, complicata una qualsiasi trattativa con la federcalcio di Istanbul: un suo arrivo a Milano, si capisce, non è da considerare come una formalità. Al Chelsea da subentrante fece bene sfiorando la finale di Champions League - ricordate Ovrebo nella semifinale con il Barcellona? -, un punto a favore in più agli occhi di Moratti. In un momento in cui a farla da padrone sono gli allenatori giovani, però, una vecchia volpe come Hiddink potrebbe restare tagliata fuori.
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Leonardo
41 anni
Probabilità 5%
PRO
• Allenatore nato e cresciuto in Serie A
• Grandi qualità tecniche e umane
• Buoni rapporti con Moratti
CONTRO
• Cuore rossonero al 100%
• Preferisce una sistemazione all'estero
• Possibile freddezza da parte dei tifosi

Sarebbe la degna risposta al passaggio di Ibrahimovic al Milan, non fosse per un particolare: il carattere di Leonardo è lontano anni luce da quello dello svedese, l'ipotesi di un tradimento ai colori del suo cuore - il rosso e il nero - non sembra attrarlo più di tanto. Mai dire mai, in ogni caso. Il modo in cui sono degenerati i rapporti con Silvio Berlusconi potrebbero anche indurre il brasiliano a passare sull'altra sponda del Naviglio per cercare gloria personale, e all'Inter troverebbe uomini e risorse che nella sua avventura alla guida del Diavolo non ha mai avuto. Sotto il profilo tecnico e umano, incarna una delle opizioni più interessanti. Con il suo Milan ha fatto il massimo - considerato il materiale a disposizione - ed ha sempre ostentato uno stile che in pochi possono vantare nel mondo del calcio. Anche per questo piace a Moratti.
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Frank Rijkaard
48 anni
Probabilità 5%
PRO
• Conosce il calcio italiano
• Esperienza internazionale
• Sete di rivincita ad alti livelli
CONTRO
• Background milanista
• Ultimi tre anni negativi
• Cattivi rapporti con Eto'o

Da un cuore rossonero ad un altro, anche se a tinte più sbiadite. Dici Rijkaard, e all'ombra della Madonnina ti viene comunque da pensare al Milan, processo mentale che potrebbe non accendere le fantasie di un popolo - quello nerazzurro - in cerca di un nuovo personaggio forte a cui affidare sogni e speranze calcistiche. E anche per uo come Frankie l'eredità di mister 'Io vinco tutto' Mourinho rischia di risultare pesante. I tempi del Barcellona spumeggiante firmato Rijkaard sono lontani, lontanissimi. Tra l'addio ai Blaugrana e la deludente parentesi con il Galatasaray, negli ultimi tre anni l'olandese ha collezionato solo delusioni. Il pedigree resta quello di un allenatore in grado di vincere, il momento per ingaggiarlo non è forse dei migliori. E poi sarebbe da risolvere la convivenza con Eto'o, non proprio serena in terra catalana.
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Diego SIMEONE
40 anni
Probabilità 5%
PRO
• Conosce il calcio italiano
• Giovane e carismatico
• Feeling con il mondo Inter
CONTRO
• Mai su una panchina europea
• Reduce da due fallimenti
• Acerbo per un grande club

Una delle ultime piste emerse porta dritta a Diego Simeone, indimenticato mediano argentino che in Italia si è fatto amare dai tifosi di Inter e Lazio per la sua generosità in campo. El Cholo, con la stessa grinta, si è tuffato da anni nella carriera di allenatore in patria. In bacheca può vantare già due campionati, con Estudiantes e River, ma anche altrettante dimissioni, proprio con i Millonarios e il San Lorenzo: nel suo curriculum si alternano luci e ombre, Moratti è alla ricerca di qualcosa di più affidabile. Senza dimenticare, inoltre, che in Europra non ha ancora allenato. Il suo ambientamento, se non altro, non sarebbe problematico. Conosce la società, conosce piazza e tifoseria, non avrebbe problemi di inserimento nel gruppo grazie alla folta colonia Albiceleste presente alla Pinetina. E il suo carisma potrebbe rivelarsi un toccasana.
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Luciano Spalletti
51 anni
Probabilità 40%
PRO
• Perfetto per la Serie A
• Maturo per successi internazionale
• Gioco spettacolare
CONTRO
• Vincolato con lo Zenit
• Attratto dalla sfida Champions in Russia
• Tempi stretti per decidere del futuro

Finalmente un po' di 'Made in Italy', quel 'Made in Italy' da qualche giorno vittorioso anche all'estero. Luciano Spalletti è fresco trionfatore nel campionato russo con il suo Zenit, primo alloro di una carriera splendida a cui mancava solo qualche risultato prestigioso. La Premjer Liga non rappresenta certo un torneo d'elite, però, ed ecco che il tecnico toscano potrebbe cedere alle lusinghe nerazzurre dopo un anno di esilio dalla nostra Serie A. Sul futuro, in questi giorni, è stato chiaro: "Salvo sviluppi clamorosi resto a San Pietroburgo". Una telefonata da Corso Vittorio Emanuele rappresenta un perfetto esempio di 'sviluppo clamoroso'. In Italia Spalletti è sinonimo di garanzia, con l'Inter anche la consacrazione europea diventerebbe possibile. Ma occorre fare in fretta, il suo futuro si deciderà nel giro di poche settimane.
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Walter Zenga
50 anni
Probabilità 30%
PRO
• Cuore Inter
• Feeling con i tifosi
• Grande carattere
CONTRO
• Inesperto ad alti livelli
• Reduce da un esonero in Serie A
• Rischioso coinvolgimento emotivo

Al pari di Leonardo è l'ipotesi più suggestiva, ma per motivi diametralmente opposti: mentre l'ingaggio del brasiliano avrebbe i contorni di un colpo basso ai cugini del Milan, la nomina di Zenga come allenatore scalderebbe i cuori dei fedelissimi del Biscione a causa del passato da eroe nerazzurro dell'ex portiere. San Siro gli ha sempre tributato accoglienze iper-calorose, anche in epoca Mourinho, e il diretto interessato non ha mai fatto mistero del suo sogno: "Allenare l'Inter". Questo matrimonio, insomma, s'ha da fare. L'Uomo Ragno, inoltre, ha fame di vittorie e carattere da vendere, proprio quello di cui si avverte la mancanza ad Appiano Gentile dopo l'addio di Mourinho. Non esiterebbe un secondo a mollare l'Al Nassr, il grande dubbio è sulla tenuta tecnica e psicologica: come si comporterebbe alla guida di una fuoriserie?

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